L’Intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il gioco degli scacchi, introducendo nuove idee e strategie. Con l’arrivo di AlphaZero, si è verificato un cambio di paradigma: i motori non si limitano più a calcolare milioni di mosse al secondo tramite un approccio a forza bruta, ma imparano dalle proprie esperienze.
Dalla metà del Novecento ad oggi, il rapporto tra scacchi e intelligenza artificiale ha attraversato numerosi momenti storici. Tra questi, esploreremo due tappe fondamentali: la leggendaria sfida tra Kasparov e Deep Blue, il match che ha segnato un’epoca, e l’arrivo di AlphaZero, che ha rivoluzionato il modo di concepire il gioco.
La sfida di Kasparov contro Deep Blue, simbolo della creatività umana contro la potenza computazionale.
La rivoluzione di AlphaZero contro Stockfish v8, dove AlphaZero ha imparato a giocare da zero tramite l’auto-apprendimento.
Un motore è un programma che analizza le posizioni e calcola le migliori mosse possibili. Quelli tradizionali utilizzano funzioni di valutazione complesse e algoritmi di ricerca avanzati per trovare la mossa migliore.
La loro potenza dipende dall’hardware: Deep Blue utilizzava chip specializzati per gli scacchi, mentre motori moderni come Stockfish sfruttano la potenza delle CPU multi-core per calcolare milioni di posizioni al secondo.
Motori classici come Deep Blue e Stockfish v8 combinano ricerca approfondita con funzioni di valutazione basate su parametri programmati dagli esseri umani, esplorando enormi quantità di mosse prima di prendere una decisione.
Tuttavia, avevano alcuni limiti. Pur calcolando molto in profondità, facevano fatica a comprendere piani strategici a lungo termine che richiedono intuizione oltre il calcolo puro. Inoltre, valutavano con difficoltà sacrifici posizionali con compensazioni intangibili come l’iniziativa o il coordinamento dei pezzi. Erano vincolati da parametri fissi impostati dai programmatori.
Con l’arrivo di AlphaZero, il paradigma è cambiato radicalmente: per la prima volta, un motore ha appreso da solo giocando milioni di partite contro sé stesso, sviluppando una comprensione strategica profonda senza essere stato programmato con regole predefinite.
| #1 | #2 | #3 | #4 | #5 | #6 | Finale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Kasparov | 0 | 1 | ½ | ½ | 1 | 1 | 4 |
| Deep Blue | 1 | 0 | ½ | ½ | 0 | 0 | 2 |
| #1 | #2 | #3 | #4 | #5 | #6 | Finale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Kasparov | 1 | 0 | ½ | ½ | ½ | 0 | 2½ |
| Deep Blue | 0 | 1 | ½ | ½ | ½ | 1 | 3½ |
Il pedone isolato, visto in Mappe Strategiche: pedone isolato, offre al Bianco diverse possibilità strategiche. Tra i piani più comuni, può servire come base per un attacco sul lato di Re, spesso attraverso manovre con il Cavallo su e5 o persino sacrifici per aprire linee e creare iniziativa.
Un’altra idea chiave è la spinta in d5, che, se giocata nel momento opportuno, può liberare l’attività dei pezzi e trasformare l’energia statica della posizione in dinamismo concreto.
Nel match tra Deep Blue e Kasparov, furono giocate due Siciliane Alapin, con Kasparov sempre nei panni del Nero. Essendo uno dei massimi esperti al mondo nelle varianti principali della Siciliana, era naturale che il team di Deep Blue scegliesse una linea solida.
Deep Blue - Kasparov,G - 1996
Posizione dopo 22...Df6
Il pedone isolato, come visto in Mappe Strategiche: pedone isolato, può essere affrontato dal Nero in diversi modi. Una delle strategie più comuni è quella di bloccarlo fin da subito, controllando attentamente la spinta d4-d5 per limitarne l’attività.
In alternativa, il Nero può puntare alla semplificazione, cercando di cambiare i pezzi e avviarsi verso un finale favorevole, dove il pedone isolato diventa una debolezza più evidente.
Il Nero può scegliere di cambiare un pezzo in c3, inducendo bxc3. Questo elimina la debolezza del Bianco in d4, ma allo stesso tempo gli permette di spostare l’attenzione sul pedone arretrato in c3, che potrebbe diventare un bersaglio, soprattutto se il Bianco non riesce a creare un adeguato controgioco dinamico.
Deep Blue - Kasparov,G - 1996
Posizione dopo 16.Dxf3
AlphaZero sconfisse il motore di scacchi più forte dell’epoca, Stockfish 8, in un match di 100 partite nel dicembre 2017 (ottenendo 28 vittorie, 72 patte e zero sconfitte). Questo risultato segnò un punto di svolta, poiché AlphaZero non utilizzava il tradizionale approccio a forza bruta, ma una rete neurale addestrata tramite auto-apprendimento.
“È un risultato notevole…Si avvicina al Tipo B, l’approccio semi-umano alle macchine sognato da Claude Shannon e Alan Turing al posto della forza bruta”
L’idea di macchine in grado di giocare a scacchi senza basarsi su regole pre-programmate affonda le radici nel lavoro dei padri dell’era digitale. Von Neumann, Wiener, Turing e Shannon possono essere considerati i precursori dei moderni motori scacchistici basati sull’intelligenza artificiale, come AlphaZero.
La struttura Carlsbad, vista in Mappe Strategiche: struttura Carlsbad, offre al Nero piani posizionali classici, come regola generale, il Nero cerca di rispondere al piano Ce2, f3-e4 con c5, soprattutto perché f3 indebolisce e3 e d4.
Tuttavia, nel match tra Stockfish v8 e AlphaZero, quest’ultimo ha dimostrato che anche in una posizione così consolidata si possono trovare piani creativi.
Ha dimostrato che è possibile evolvere la strategia tradizionale, introducendo nuovi elementi creativi anche in una struttura così consolidata.
Stockfish - AlphaZero - 2018
Posizione dopo 18.Rfe1
La struttura Carlsbad, vista in Mappe Strategiche: struttura Carlsbad, offre al Bianco piani posizionali classici come l’attacco di minoranza o la spinta centrale per guadagnare spazio.
In questa seconda partita, AlphaZero ha giocato una mossa del tutto inaspettata, sfidando le convenzioni tipiche dell’educazione scacchistica e provocando direttamente l’avversario.
Ha dimostrato che anche dal lato del Bianco, queste posizioni offrono possibilità inesplorate e creative, ridefinendo i piani strategici tradizionali.
AlphaZero - Stockfish - 2018
Posizione dopo 9...Bg4
Esempio 1
Mossa al Bianco
Questa è una di quelle posizioni in cui l’intuito umano può ancora superare il calcolo della macchina. Se la analizzi con un motore scacchistico, vedrai che sceglie di catturare in b6, portando a una patta posizionale.
Ma riesci a trovare il piano vincente per il Bianco?
Esempio 2
Mossa al Bianco
Anche questa è una di quelle posizioni in cui l’intuito umano può ancora fare la differenza. I motori di analisi non sono unanimi nel valutare il piano corretto: alcuni individuano la strada giusta, mentre altri tentennano.
La chiave qui è trovare il modo di impedire al Nero di costruire una fortezza e ottenere la patta. Riesci a vedere come il Bianco può sfondare?
Movsesian,S - Kasparov,G - 2000
Posizione dopo 16.Ad3
Questa posizione richiama un tema già affrontato in Scacchi e Creatività: l’essenza, dove il Nero opta per un sacrificio posizionale, una scelta difficile da valutare per un motore.
In cambio della qualità, ottiene l’indebolimento dell’arrocco avversario, ottimi avamposti per i pezzi leggeri che potenziano l’attacco e una struttura pedonale più armoniosa.
Curiosamente, mentre i motori più avanzati come Stockfish > 12 e Leela riconoscono la forza di questa mossa, quelli delle generazioni precedenti tendono a ignorarla, preferendo altre continuazioni. Riesci a valutare se il compenso ottenuto dal Nero è sufficiente?
Kasparov,G - Shirov,A - 1994
Posizione dopo 16...Cc5
Infine, anche questa posizione richiama i temi trattati in Scacchi e Creatività: l’essenza. Il Bianco trova un’idea straordinaria, sbilanciando la posizione già alla 17ª mossa.
Il suo obiettivo è dominare completamente le case chiare, in particolare l’avamposto in d5, che occupa con il cavallo. Per realizzarlo, sceglie ancora una volta un sacrificio posizionale, eliminando l’alfiere delle case chiare del Nero e costringendo il suo cavallo in una posizione scomoda.
I motori più avanzati riconoscono l’idea, mentre quelli delle generazioni precedenti la trascurano.
L’intelligenza artificiale ha ridefinito il gioco degli scacchi, introducendo nuove idee e strategie prima impensabili. Tuttavia, la creatività umana rimane un elemento essenziale, capace di esplorare territori sconosciuti e prendere decisioni che sfuggono alla logica algoritmica.
Dai primi motori basati sulla forza bruta fino ad AlphaZero, il cambio di paradigma ha portato a una maggiore “intuizione artificiale”, con strategie più fluide e meno forzate.
I motori hanno profondamente trasformato la preparazione, offrendo nuovi spunti e ridefinendo il concetto stesso di creatività e innovazione negli scacchi. Alcune conoscenze emerse grazie alla loro analisi sono completamente nuove, portando idee mai considerate prima e ampliando il modo in cui interpretiamo il gioco.

Autore: Garry Kasparov
Editore: Fandango Libri
Scritto da Garry Kasparov, questo libro esamina i suoi storici incontri contro il supercomputer IBM, Deep Blue. Kasparov riflette sulle sue esperienze durante le partite cruciali, esplorando le ragioni della sua sconfitta e le implicazioni dell’interazione uomo-computer.

Autore: Michele Godena, Bruno Codenotti
Editore: Hoepli
M. Godena e B. Codenotti ci guidano in un viaggio unico tra storia, scienza e tecnologia, mostrando come la programmazione scacchistica e la rivoluzione informatica abbiano camminato di pari passo. Il libro esplora figure come Turing, Shannon e McCarthy, che hanno gettato le basi per l’automazione del pensiero scacchistico e traccia l’evoluzione dei software scacchistici dagli anni ‘60 fino ad AlphaZero.

Autore: Enrico Pepino, Nicola Vozza
Editore: Le due torri
Pubblicato nel 2010, questo libro analizza il rapporto tra intuizione umana e calcolo artificiale, esaminando partite giocate e confrontandole con le valutazioni proposte dai motori. Gli autori mettono in luce il modo in cui l’essere umano prende decisioni, evidenziando le differenze rispetto all’analisi fredda e oggettiva dei software dell’epoca, basati sul calcolo a forza bruta. Un viaggio affascinante tra creatività e precisione computazionale.

Autore: Matthew Sadler, Natasha Regan
Editore: New In Chess
Game Changer racconta come AlphaZero abbia ridefinito i principi degli scacchi attraverso un approccio creativo e non convenzionale. Il libro, offre una raccolta di partite, analisi e riflessioni sull’impatto di AlphaZero sul gioco moderno. È una guida per chi vuole esplorare il connubio tra intelligenza artificiale e creatività, mostrando come le idee di AlphaZero abbiano ispirato nuove strategie al gioco posizionale e tattico.
Autore: Matthew Sadler
Editore: New In Chess
Il libro offre strumenti per ampliare il repertorio strategico e approfondire il mediogioco, fornendo modelli chiari per posizioni tipiche. Aiuta a utilizzare i motori di analisi in modo più efficace, spiegando i suggerimenti in termini accessibili. Inoltre, offre una visione del gioco di alto livello, rendendo comprensibili strategie e tattiche adottate dai grandi maestri.