Nono campione del mondo (1963 - 1969), Petrosian fin da giovane fu molto influenzato dalle partite di Capablanca e di Nimzovitsch e sviluppò uno stile cauto e manovriero.
“Dormivo con Il mio sistema sotto il cuscino.”
Era famoso per il suo stile impenetrabile e la straordinaria abilità difensiva. Il suo gioco granitico frustrava gli attacchi più audaci, trasformando la difesa in un’arte raffinata.
Ha rappresentato una scuola di pensiero indipendente, capace di abbracciare i vecchi insegnamenti teorici e di esplorare nuovi percorsi.

A 33 anni, all’apice della sua forza, Petrosian diventò il nuovo sfidante di Botvinnik. Fu il momento migliore: le sue conoscenze scacchistiche erano diventate estremamente vaste.
Dopo una sconfitta iniziale, dimostrò la sua eccezionale tenuta psicologica, rimontando alla quinta partita e mantenendo il comando fino alla fine. La sfida terminò con un risultato di 12.5 a 9.5, consacrandolo come il nuovo campione del mondo.
“Petrosian aveva un talento scacchistico molto particolare, come Tal non si ingegnava a giocare secondo i dettami della posizione, nel senso tradizionale del termine. Ma mentre Tal si sforzava di ottenere posizioni dinamiche, Petrosian costruiva posizioni nelle quali gli avvenimenti prendevano una piega al rallentatore.”
Un elemento fondamentale del suo stile era l’approccio al materiale: Petrosian apprezzava la mobilità e le prospettive a lungo termine dei pezzi, rifiutando di aderire ai rigidi valori numerici. Costruì il suo stile innovativo attorno alla comprensione unica del valore relativo dei pezzi.
Nelle posizioni difficili e apparentemente statiche, la difesa non è solo resistenza, ma un’opportunità per creare equilibrio e sfruttare nuovi punti di forza.
Nei diagrammi successivi vedremo come Petrosian sfruttava la sua profonda comprensione strategica per ribaltare le sorti delle partite, utilizzando il sacrificio posizionale come risorsa aggiuntiva.
Reshevsky,S - Petrosian,T - 1953
Masterpiece Posizione dopo 25.Rfe1
Troianescu,O - Petrosian,T - 1953
Masterpiece Posizione dopo 25.Ne3
Petrosian,T - Gligoric,S - 1962
Posizione dopo 26...Raf6
Duckstein,A - Petrosian,T - 1962
Posizione dopo 26.g3
Parma,B - Petrosian,T - 1971
Posizione dopo 26.Nxe4
Petrosian,T - Rashkovsky,N - 1976
Masterpiece Posizione dopo 15...Ba6
Padevsky,N - Petrosian,T - 1964
Posizione dopo 34.Nxd7
Petrosian,T - Spassky,B - 1966
Masterpiece Posizione dopo 12...Bh3
Petrosian,T - Fischer,R - 1971
Posizione dopo 24...e2
Il “sacrificio posizionale” è una delle tecniche più iconiche di Petrosian. Può essere quindi suddiviso in tre principali tipologie, ciascuna con un obiettivo specifico e un impatto unico sulla scacchiera:
Il sacrificio serve ad evitare o prevenire una minaccia o un’idea che altrimenti sarebbe inarrestabile.
Sfruttare le posizioni in cui si può sacrificare materiale per ottenere compensazioni posizionali a lungo termine: dominio di case chiave, limitazione delle risorse avversarie.
Il sacrificio permette di prendere l’iniziativa o di innescare un attacco decisivo.

Autore: Vassilios Kotronias
Editore: Russell Enterprises
Raccolta di 36 partite, tutte profondamente annotate, che analizzano l’approccio unico del campione armeno.
Ogni partita è accompagnata da un’introduzione che la contestualizza dal punto di vista storico, offrendo una visione unica dell’arte di Petrosian.

Autore: Tigran Petrosian
Editore: Quality Chess
Il libro offre una raccolta di partite commentate che mostrano come Petrosian soffocava i suoi avversari con una pressione lenta e costante, proprio come un pitone.
“Petrosian is not a tiger that pounces on its prey, but rather a python that smothers its victim.”